Come curvare col passeggino da corsa

Ultimo aggiornamento: 15.09.19

 

La tecnica è importante per riuscire a garantire massima sicurezza al bebè anche a velocità sostenuta

 

Andare di corsa con il pupo a bordo del suo passeggino è la nuova frontiera del coinvolgimento dei bimbi nella vita dei genitori. Altro che fare filone a scuola e passare la giornata all’ufficio di papà. I bimbi moderni seguono le passioni dei genitori sin da quando sono in fasce. Così non dovrebbe stupire che gli appassionati di corsa e fitness non riescano a rinunciare al desiderio di tornare in pista al più presto possibile. Per farlo davvero bene è il caso di coinvolgere il bebè e scegliere il momento giusto.

Il piccolo ha esigenze speciali, se ne deve rispettare la delicata fisiologia e per questo non è affatto consigliabile fare da sé. Meglio chiedere il parere di professionisti esperti e valutare le condizioni caso per caso. Presto sarà possibile affrontare anche qualche pericolosa curva sfrecciando a tutta velocità, purché in piena sicurezza e controllo.

 

Cos’è lo stroller running

Più che una nuova moda rappresenta l’esigenza tangibile di tante coppie abituate a fare sport da tanti anni e che non hanno alcuna intenzione di rinunciare ai traguardi raggiunti in termini di prestazioni atletiche.

La corsa è un esercizio in grado di coinvolgere gran parte, se non tutti, i muscoli del corpo e per questo garantisce un palpabile effetto benefico, tanto che è riccamente documentato il fenomeno del runner’s high. Lo sballo del corridore è la chiave per comprendere l’esigenza impellente di riprendere in mano il proprio allenamento il più presto possibile e trasferire al piccolo il valore di questa attività.

Un mix potentissimo di ormoni, serotonina in testa, e un diffuso senso di benessere per via della migliorata circolazione e le funzioni dell’organismo in genere, senza tralasciare la tonicità muscolare e il fisico perfetto. Ecco i risultati che ottiene un corridore, atleta professionista o amatoriale.

E ancora c’è chi si meraviglia nel vedere una mamma o un papà in tuta ginnica spingere con decisione e slancio il passeggino da corsa? Lo stroller running non è un’eccentricità d’oltreoceano ma una realtà ben radicata e diffusa anche nel nostro Paese. E, a ben vedere, con tanti buoni motivi.

 

 

Aspettare il momento adatto per correre col bebè

Come tutte le attività da proporre al bebè, anche le passeggiate o le corse all’aperto devono essere fatte nel rispetto delle sue necessità. Non basta infilare il pupo nel sacco parapioggia e imbracciare il passeggino del trio.

L’attenzione per i minimi dettagli deve essere alta e non è il caso di trascurare nulla sottovalutando il reale impatto che può avere un sobbalzo sul corpo del piccolo.

I neonati che nascono ancora immaturi non hanno controllo della muscolatura, non possono opporre resistenza ai movimenti e non reggono il peso della loro testa per tanti mesi. Questo si traduce nella necessità di aspettare il momento adatto per proporre la corsa in passeggino. Inoltre, il supporto e la sua struttura devono essere in grado di affrontare con fermezza e stabilità curve e strade dissestate.

Anche quando il percorso è liscio e non ci sono buche o altri ostacoli a terra è indispensabile tenere conto che la velocità più sostenuta rispetto alla semplice passeggiata può esporre il piccolo a rischi non auspicabili.

 

Perché le curve rappresentano una grande sfida

Le curve rappresentano uno degli elementi cui prestare massima attenzione. Per inerzia il corpo che si trova dentro il passeggino continua a muoversi seguendo la direzione della spinta. È una legge della fisica che sperimentiamo ogni giorno in maniera molto intuitiva quando siamo in auto e l’autista sterza all’improvviso. Se non si è preparati a contrastare il cambio di direzione, il nostro corpo all’interno dell’abitacolo continua a mantenere la stessa direzione impressa dal movimento a velocità sostenuta.

Immaginiamo di essere dei bambini, spesso addormentati dalla velocità che ha il potere di cullare immediatamente il piccolo. Affrontare una curva senza poter opporre alcuna resistenza aerodinamica rappresenta un vero rischio.

La migliore precauzione è aspettare che il piccolo sia in grado di reggere da sé il peso della propria testa. Questo accorgimento è fondamentale ed evita di incorrere in alcun tipo di rischio. Ma è ancora più importante non sopravvalutare le proprie capacità di giudizio e rivolgersi sempre a dei professionisti esperti in materia.

Si tratta di proseguire per gradi, esattamente come si fa durante una preparazione atletica. Poco alla volta si potranno testare le capacità di resistenza e la voglia del bebè di stare all’aperto con mamma o papà che si allenano. Una buona idea è anche fare delle prove in curva o in un rettilineo con il passeggino vuoto o con un peso simile a quello del bebè. Per avere un’idea chiara del comportamento del passeggino in curva.

 

Scegliere il giusto passeggino non è uno scherzo

Thule o Stokke sono in questo momento i marchi più in voga in fatto di passeggini adatti alla corsa. Quel che cambia è soprattutto la struttura portante. Spesso i passeggini da corsa sono realizzati con tre ruote invece di quattro. La minore resistenza e attrito che esercita una sola ruota frontale aiuta a prendere bene le curve opponendosi meno al cambio di direzione a velocità sostenute.

Anche la forma delle ruote posteriori deve essere leggermente svasata verso l’esterno. È un semplice accorgimento progettuale che assicura bene il passeggino a terra evitando che possa sbilanciarsi e cadere.

Per resistere in caso di scossoni e urti è indispensabile la migliore ammortizzazione delle ruote. Non solo gli ammortizzatori, ma anche il tipo di ruote, ben grandi e gonfie è indispensabile per assicurare la migliore tenuta.

Infine, i freni dovranno essere posizionati frontalmente e non devono essere azionati da un pedale. La ragione è ovvia, mentre si ha la perfetta padronanza del passeggino in corsa deve essere possibile anche esercitare la maggiore forza per frenarlo quando è necessario.

 

 

Alla ricerca dei giusti consigli

Chiedere l’aiuto di un professionista non è una passeggiata. Tanto per quanto riguarda il bebè che la mamma non è facile trovare personale medico preparato sull’argomento.

Se tutti i dottori concordano sull’importanza di assicurare al bebè la giusta quantità di vitamina D assicurata dall’esposizione controllata alla luce del sole, non tutti sono preparati sugli effetti della corsa nello sviluppo del bebè.

In ogni caso è bene non arrendersi e non fare mai di testa propria, la posta in gioco è troppo alta. Cercare con dedizione e con entusiasmo vi permetterà di scoprire un affascinante mondo di genitori che intendono trasferire ai propri bimbi la loro passione per la salute e lo sport.

 

 

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