Come cambiare il pannolino e vincere le prime paure

 

La prima sensazione che prova un neogenitore quando ha tra le braccia il proprio bebè è che si tratti della creatura più fragile e delicata mai vista prima. È normale. I neonati sono così inermi, delicati, minuti che pensare che possano rompersi da un momento all’altro è un campanello che si attiva inconsapevolmente e mette in allerta.

E i genitori, specie i neogenitori, non tarderanno a collezionare una serie di preoccupazioni e stati d’allerta a 360°. Ce ne saranno per tutti i gusti: dalla temperatura della stanza alla serenità del riposo. Passando per l’inevitabile momento in cui i genitori, la mamma e il papà, dovranno confrontarsi con la ricca produzione del proprio primogenito.

Cambiare il pannolino può rivelarsi una vera e propria sfida con se stessi. Richiede concentrazione, capacità di pianificazione e problem solving, dedizione e spiccate attitudini a sopportare il lavoro sotto stress. State pensando che la stiamo facendo troppo drammatica? No, la situazione, specie le prime volte, apparirà ben più traumatica di quanto descriviamo.

La buona notizia è che lo farete così tante volte al giorno durante i primi mesi che presto l’allenamento intensivo porterà i suoi frutti e farete il cambio pannolino in un lampo.

 

Un gesto quotidiano e la migliore occasione per farsi le coccole

La prima cosa da tenere a mente mentre l’ansia di far male vi torcerà le budella è che il cambio del pannolino è il momento più tenero della relazione tra bebè e genitori. Scoprire le rotondità, godersi la vista dei micro-piedini e i rotolini delle coscette, i dettagli del pancino, la forma dei fianchi così rotondi e morbidi. È sufficiente questa scarica di endorfine che il cervello produce appagandovi della vista beata della cosa più bella che avete mai fatto a sciogliere il groviglio di nervi.

Alle prime incertezze e alla naturale reticenza di trattare il piccolo come fosse un bambolotto, succede velocemente una maggiore sicurezza dei gesti, la migliore padronanza delle sequenze. Non si scorderà più lontano mille miglia (nel ripiano del mobile del bagno) la crema lenitiva, oppure tutti i cambi necessari, le statistiche parlano chiaro: il bebè la fa dopo mangiato e appena è stato cambiato, prima di aver messo il pannolino al suo posto.

Presto capirete che alla vostra maggiore sicurezza dei gesti e i movimenti corrisponderà una accresciuta serenità del piccolo. Durante le primissime fasi di vita il bebè ha una spiccata dote di empatizzare con l’adulto, significa che ne percepisce lo stato d’animo, rasserenandosi se percepisce tranquillità e innervosendosi se l’adulto è agitato.

Saranno questi i momenti in cui potrete godervi la vista integrale di vostro figlio, bello come il sole proprio come l’avete desiderato voi e come ha scelto di venire su. E saranno questi i momenti del solletichino, della conta delle dita, tutte le venti dita, una per una per essere certi che tutto sia al proprio posto. E per offrire al bebè uno tra i più importanti insegnamenti in questa fase della sua vita: la scoperta del proprio corpo.

 

 

Attrezzare l’area del cambio con tutto l’occorrente

Per cambiare il pupo occorre che l’ambiente sia confortevole. Quindi fate in modo che ci sia un bel calduccio nella stanza e che non soffra lo sbalzo termico una volta svestito. C’è chi usa una coperta sul fasciatoio e chi preferisce usare una stufetta in prossimità dell’area del cambio.

Quello che serve è avere a portata di mano tutto l’occorrente in modo da poter raggiungere quello che serve semplicemente allungando il braccio e mantenendo l’altro sul corpo del piccolo. Mantenere il contatto tranquillizza entrambi, il piccolo che non perde l’adulto nel fumo nebbioso della sua vista limitata e il genitore che così si accerta che il pupo non tenti di muoversi rischiando di cadere dal fasciatoio.

I ricambi puliti includono i vestitini, meglio averne a disposizione diversi per non restare sprovvisti se un cambio dovesse bagnarsi accidentalmente. Lo stesso vale per i pannolini e le salviette per asciugare il piccolo. Durante i primissimi mesi è sconsigliato l’uso delle salviette umidificate: rilasciano sempre delle sostanze che si depositano sulla pelle dei bimbi che per i primi 4 anni è molto più sottile ed esposta rispetto a quella di un adulto.

Tra gli indispensabili ci sono anche i prodotti per la cura della ferita del cordone ombelicale. Anche chi ha scelto la pratica del lotus birth e di non recidere il cordone alla nascita dovrà prestare attenzione a che il cordone si asciughi perfettamente per poi cadere al momento debito.

 

Come fare per non restare aggrovigliati tra strati di body e pagliaccetti

Svestire e rivestire il pupo è un esercizio ginnico che col passare del tempo diventa sempre più difficile. Inizialmente perché il pupo è troppo inerme per collaborare, successivamente perché è troppo distratto da altro per consentire all’adulto di acciuffarlo per persuaderlo a lasciarsi spogliare e rivestire nuovamente. Pregustate il momento in cui il pargolo correrà per casa col culetto di fuori e dovrete rispolverare la preparazione atletica che facevate alle medie per raggiungerlo con slancio. Nel frattempo preparatevi a sviscerare tutti i segreti che si celano nella complessa architettura dei vestitini dei bebè.

Uno dei trucchi più interessanti e che in pochi conoscono riguarda i body, ne esistono diversi e tutti possono essere usati in modo da facilitare il momento del cambio. I modelli a portafoglio si richiudono a doppio petto sono perfetti perché si infilano come fossero camicie e sono utili quando il pupo non si regge seduto da sé e sembra sgusciare dappertutto. Il loro neo è la moltiplicazione furiosa di bottoni da chiudere, correttamente, prima d’aver completato l’operazione.

Quelli all’americana hanno delle speciali aperture sulle spalle. Oltre a rendere più facile l’operazione per far indossare il body pulito, sono preziosi quando il body è tutto sporco per colpa di una noiosa, quanto inevitabile, fuoriuscita di cacca. In questo caso possono essere sfilati dalle gambe come fossero gonne e non dalla testa: si evita di sporcare i capelli e dover lavare il pupo di sana pianta. Dettaglio cruciale quando il cambio non avviene in casa.

I pagliaccetti che hanno il pregio di avvolgere il bebè interamente dentro un un’unica tutina hanno anche delle speciali abbottonature posteriori che consentono di effettuare il cambio senza spogliare completamente il bebè.

Non vergognatevi di riesumare qualche bambolotto reduce della vostra infanzia per fare prove e sviscerare tutti i segreti dell’abbigliamento del nascituro.

 

La routine d’igiene per Lei e per Lui

I pannolini da cambiare per un bimbo sano, durante i primi mesi sono oltre 8 al giorno. Di solito corrispondono al numero di poppate che fa il piccolo che non controlla gli sfinteri e provvede immediatamente a far posto a quello che entra disfacendosi di quello che non serve.

Questo allenamento serve per prendere dimestichezza coi gesti e instaurare una sorta di routine che col passare dei mesi si regolarizza e inizia a segnare le diverse tappe della giornata. Durante i primi mesi, però sarà indispensabile cambiare il piccolo il più spesso possibile per evitare che il contatto con l’umidità del pannolino irriti la pelle.

Lavare i bebè è un’operazione che richiede una certa dose di coraggio. All’inizio sembrerà difficile eppure il miglior consiglio è quello di lavarli sotto l’acqua corrente. Quindi armati di forza di volontà e dedizione abbracciate il pupo sotto la pancia e mettetelo sotto il getto dell’acqua alla giusta temperatura. Le fanciulle invece rappresentano la vera sfida, perché è importante che siano lavate dall’alto verso il basso, per evitare che i batteri fecali possano contaminare la vagina. Chiedere all’ostetrica in ospedale una mano per il primo cambio vi è concesso, è lecito e vi libererà di tante paure frutto dell’immaginazione.

 

 

Crema sì o crema no?

Sull’argomento cosmesi per i bebè le tesi sono tante e contrastanti. Alla fine quel che vale sono le abitudini familiari, le scelte che si intende fare per la propria famiglia e il tipo di necessità cui si intende dare risposta. Quindi non risolveremo l’annosa questione tra crema dopo ogni cambio sì o no? Né ci addentreremo nel complesso universo delle reazioni allergiche che provocano i profumi di saponi, colonie e salviettine.

Quel che conta sapere adesso è che le alternative sono tante e tutte valide, ma è indispensabile evitare di usare prodotti destinati alla pelle degli adulti per la cura del bebè. Anche la sola acqua o il semplice olio vegetale è adatto all’igiene del bebè e considerato che non si espongono a sostanze contaminanti, non sarà indispensabile accanirsi strofinando la pelle con saponi particolarmente schiumogeni.

Una raccomandazione che invece non va mai sottovalutata e che deve sempre essere tenuta in considerazione è quella di assicurarsi che la pelle sia sempre asciutta. Quindi dopo ogni cambio è indispensabile tamponare la pelle, specie tra le pieghe delle cosce e tra i rotolini di ciccia, ma anche alla base del collo in caso di rigurgiti o quando il piccolo comincia a sbavare incessantemente in vista della dentizione. In questo modo si eviterà la formazione di piaghe e lacerazioni per colpa dell’azione dell’umidità sulla pelle così delicata e permeabile.

 

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (2 voti, media: 5.00 su 5)
Loading...