Cicciobello Morbillino, una défaillance del reparto marketing?

Ultimo aggiornamento: 15.09.19

 

Può rappresentare il pretesto per parlare di malattie gravi e delle loro conseguenze, ma non la pensano così i sostenitori dell’importanza della vaccinazione

 

Recentemente Cicciobello di Giochi Preziosi ha preso il morbillo. È stato lanciato sul mercato in una versione bua a pois rossi che nell’intento originario doveva essere anche parecchio carino oltre che interattivo. Non è stato apprezzato il risultato, invece, da parte dei rappresentanti più autorevoli del dibattito a favore delle vaccinazioni per tutta la popolazione. Sostengono che sia troppo riduttivo banalizzare una malattia potenzialmente mortale.

Il problema di fondo sta tutto nella terapia che si deve somministrare a Cicciobello per guarire da un virus che in molti casi può provocare gravi lesioni e persino la morte di chi lo contrae. Insomma, Cicciobello non viene vaccinato per far sparire i puntini rossi, bastano un panno, uno sciroppino e qualche crema per azzerare il problema.

 

Le ragioni di chi ha sollevato la questione

Il primo a rilevare il problema nei riguardi della scelta della casa di produzione, ormai multinazionale, è stato il medico Roberto Burioni. Questi ha affidato a un tweet il proprio pensiero, manifestando forti dubbi sulla validità del messaggio che trasmette questo giocattolo. In particolare sulla mancanza di tatto nei confronti di quelle famiglie che hanno perso un familiare, per lo più il figlio neonato, per colpa delle conseguenze della malattia.

Sì perché non è il morbillo in sé a mettere a rischio la sopravvivenza di chi lo contrae, ma le reazioni che si scatenano una volta presente questo agente patogeno nell’organismo. Si considera che insieme al morbillo si sviluppino altri ceppi detti commensali, cioè mangiano alla stessa mensa del virus principale, ma provocando malattie ben più devastanti del morbillo in sé.

Chi è Roberto Burioni? Oltre a essere un prestigioso immunologo, il dottore è anche uno tra i più attivi divulgatori scientifici nel nostro Paese. In particolare promuove e sostiene l’importanza delle vaccinazioni obbligatorie per tutta la popolazione come unico metodo per garantire la copertura dalla diffusione di malattie evitabili, come le esantematiche e le loro conseguenze. Forte del suo slogan, secondo cui la scienza non è democratica, rifiuta in maniera diretta e muscolare le posizioni del no-vax. E in questo caso anche di chi è disposto a prendere alla leggera un tema così sensibile come la salute delle persone.

 

 

Le difese di Giochi Preziosi

La polemica è nata l’indomani del lancio del nuovo prodotto e presto la ditta produttrice ha risposto alle osservazioni di Burioni facendo notare che sul mercato il “bambolotto da curare” non rappresenta una novità. Esistono numerosi altri giochi che servono per riprodurre e simulare le azioni di cura che i bimbi vedono rivolgere loro dai propri genitori.

Non è una novità, dunque, e Cicciobello Morbillino si colloca nello stesso filone del Cicciobello Bua, che è dotato di kit di tutto punto per giocare al dottore.

Ma allora cos’è che non va bene della versione a pois rossi? Soprattutto la leggerezza con cui si affronta il tema. La malattia va solo ripulita via, con una crema o un panno umido, non si fa la puntura, non si somministrano farmaci né integratori. Semplicemente il morbillo nel fantastico mondo di Cicciobello, viene via con un colpo di spugna.

 

Cos’altro si trova in circolazione

Il riferimento di Giochi Preziosi ad altri giocattoli con una funzione simile non è del tutto errato. È vero che sono numerosi i giocattoli che servono per riprodurre la situazione tipica del vissuto del bambino quando c’è qualcosa che non va. Il bello delle bambole, specie quelle che simulano il bebè alla nascita, è che sono utili ai bimbi per far rivivere loro scene di vita quotidiana. Se la visita dal medico è stata troppo traumatica, giocare al dottore può essere un pretesto per tornare a parlare di quello che è successo e aiutare il bimbo a comprenderlo.

Ci sono anche altri motivi che portano alla commercializzazione di bambole non comuni. Per esempio esistono Barbie diffuse solo in reparti d’ospedale, hanno il diabete, oppure hanno perso i capelli per colpa della chemio. Servono per rappresentare il variegato mondo con cui può convivere l’infanzia e dare a tutti la possibilità di identificarsi. Tutti i bimbi sono accomunati dalla necessità di giocare per imparare, ma alcuni sono anche costretti a farsi carico di una particolare difficoltà di partenza.

Una bambola può aiutare e parlare di temi complessi, ma che rappresentano la normalità per certi bambini. È il pretesto per parlare di temi duri con un linguaggio comprensibile ai più piccoli.

 

Un’epoca segnata da forti tensioni

Fa già parte del quotidiano l’introduzione della legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale per tutta la popolazione d’età compresa tra zero e 16 anni. Si tratta di una decisione drastica dettata dal fatto che la copertura vaccinale finora raggiunta non era sufficiente a garantire l’immunità di gregge. Cioè quel tasso di individui resistenti al virus tale da proteggere anche chi non ha sviluppato le difese necessarie. Si tratta quindi di proteggere anche quegli individui sui quali il vaccino non ha ottenuto l’effetto sperato.

Per raggiungere questo livello di protezione è necessario che il 95% della popolazione sia vaccinata. In passato i vaccini, insieme all’introduzione di buone pratiche insieme alla migliore igiene degli ambienti ha quasi determinato l’azzeramento di malattie gravi.

Contestualmente si diffonde una capillare incertezza tra la popolazione che ha la percezione di essere in balia di dinamiche troppo al di sopra della propria volontà. Una sensazione che determina una perdita di fiducia nei confronti delle istituzioni che sono preposte alla tutela della popolazione e che finisce col permettere pratiche scorrette sulla pelle dei cittadini. Gli interessi delle case farmaceutiche sono visti in maniera sospetta e manca un vero e proprio parere autorevole per fugare i dubbi riguardo la validità dei rimedi proposti, tout court.

 

 

Cosa ne pensano le persone

Tra le due fazioni opposte si staglia il grande popolo dei “non so”. Di certo l’effetto ottenuto dall’introduzione della legge a favore della vaccinazione collettiva ha sortito il proprio effetto. È risalito il tasso di vaccinazioni a livelli di sicurezza. Ma permangono dubbi e insicurezze di fondo.

Così come rimane latente la sensazione che proprio al povero Cicciobello non si dovrebbe dare la responsabilità di chiarire le discordie in seno alla gestione della sicurezza e salute della Nazione. Difficile far fronte a tanta indifferenza e incapacità di prendere posizioni.

 

 

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