Cambiare il pannolino a regola d’arte

Ultimo aggiornamento: 12.11.19

 

È sufficiente padroneggiare alcuni trucchi per effettuare questa operazione al meglio e in poche mosse. Lasciando spazio anche a coccole e divertimento 

 

Tra gli interrogativi che attanagliano i neogenitori in attesa del lieto evento, il cambio del pannolino sta in alto alla classifica delle paure inconfessabili. Il timore che pupo possa rompersi tra le mani, che possa cadere, ruzzolare, inondare di pupù e pipì, dimenarsi e piangere a dirotto, è comprensibile e più diffuso di quanto si pensi.

Per fortuna, questo genere di paure svanisce con un po’ di allenamento e pratica già dopo il secondo giorno al rientro dall’ospedale. Le più fortunate avranno assistito al cambio da parte delle ostetriche e le infermiere di turno. Chi invece partorisce in avamposti di guerra, dove l’assistenza è ridotta ai minimi termini per evidenti carenze di personale, fa esperienza da sé già dal primo cambio.

Poi è gara di mamme, suocere, vicine di letto e di camera ad affannarsi a spiegare come si cambia, come si tiene, come si solleva, dove si lava, con corredo di calde raccomandazioni su come sviare ogni tentativo di prevaricazione del bebè sul ruolo dei genitori. Così si torna a casa in pieno stato confusionale, temendo il peggio e d’essere tramortiti notte tempo dal baby boss. E lo farà.

 

Il cambio pannolino è un momento intimo e merita rispetto

Al di là di quello che si pensa sulle solite storie sulla furbizia del bebè, capace di ottenere quel che vuole, il pianto rimane per il piccolo l’unico strumento per affermare la propria volontà e comunicare con l’adulto. Il pianto deve essere un segnale da comprendere e non da tacitare seduta stante. Del resto chi non piangerebbe a dirotto se fosse rapito da esseri alieni che improvvisamente cominciassero a sballottarlo come un pupazzo? 

Così come ci si approccia con garbo e discrezione all’intimità degli altri adulti, anche quella del bebè va tutelata e rispettata. Avvisare il piccolo, eseguire dei rituali semplici prima del cambio, parlare come si fa normalmente di quello che sta per avvenire… Sono tutti segnali che servono al bebè per comprendere che sta per iniziare qualcosa di noto, una pratica di alto contatto con i genitori che può diventare un buon pretesto per coccolarsi.

Non è il caso di sentirsi sciocchi mentre si parla al bebè e gli si dice che è arrivato il momento del cambio. Quello che non comprende oggi verrà perfettamente inteso domani, è così che funziona l’apprendimento. Nel frattempo però il piccolo inizia a prepararsi a qualcosa di conosciuto, il più possibile piacevole e a stretto contatto con l’adulto.

 

 

L’importanza di avere tutto a portata di mano

Cambiare il pannolino permette di avere una nuova prospettiva per osservarlo: guardandolo di fronte anche il bebè impara a osservare il volto dell’adulto nella sua interezza. È il momento ideale per fare carezze, massaggini, guardare le manine e i piedini, controllare che tra le pieghe della pelle non si siano formate piaghe. Aggiungendo questo rituale accurato e dettagliato, si affronta il momento del pannolino con una certa serenità, senza l’ansia di terminare in fretta.

Per essere veramente sereni è necessario avere tutto a portata di mano quando serve. Non si deve mai lasciare il piccolo incustodito, per nessuna ragione. Anche se i materassini fasciatoio più venduti hanno delle sponde rialzate ai lati, non è il caso di rischiare una caduta per colpa di una distrazione.

Una mano deve essere sempre sul piccolo quando con l’altra si prendono spugne, sapone, creme o i vestitini di ricambio. Perciò è importante che tutto quello che serve deve trovarsi nel raggio della propria estensione delle braccia. Se qualcosa manca e si trova più lontano o in un’altra stanza, pazienza. Si prende il piccolo in braccio e si va insieme a prenderla. Non mancherà più al prossimo cambio.

 

La maniera giusta per prendere il piccolo

Non è facile descrivere i gesti da compiere per cambiare il pannolino a un bambino. Si rischia di sentirsi confusi come dopo aver visto una hostess dare istruzioni ai passeggeri prima del decollo. Quel che conta sapere è che una volta poggiato il piccolo sul ripiano è più facile liberarlo del pannolino sporco e rimettere quello pulito sollevando le gambette. Basta una presa leggera della mano sulle caviglie per sollevarlo completamente, anche il culetto. L’altra mano sfila delicatamente il pannolino sporco per metterlo via.

C’è chi adora usare le salviettine anche a casa. Non è una pratica che conviene adottare sempre. Anche se testati per i più piccoli, questi prodotti lasciano sempre dei residui che rimangono a contatto con la pelle. Non è il caso di esporli a sostanze estranee quando sono ancora così piccoli. Meglio usare l’acqua corrente per pulire bene il bebè. Anche il sapone deve essere delicatissimo e usato in gocce da sciogliere prima nelle dita. Giusto per rimuovere qualche traccia di sporco più ostinata.

Infine il piccolo si poggia nuovamente sul fasciatoio, si asciuga bene nelle pieghe tra le cosce, l’inguine e dietro le ginocchia. Lasciare la pelle umida è pericoloso perché rapidamente possono formarsi delle piaghe o delle infiammazioni che la lacerano.

Di nuovo basterà sollevare il culetto afferrando le caviglie del piccolo per infilare sotto il pannolino e chiuderlo normalmente. Una passeggiata, su!

 

L’igiene intima per lei e per lui

Quando si lava una bimba è necessario prestare attenzione alla possibilità che le feci entrino a contatto con la vagina. Per quanto questa evenienza possa presentarsi con regolarità, è importante poi fare attenzione a ripulire bene tutta la zona evitando che rimanga sporca. I batteri fecali possono infettare la zona e procurare delle vaginiti che per le bimbe sono piuttosto frequenti e scoccianti.

La delicatezza della zona, l’immaturità del pH della pelle e tante componenti, in primo luogo l’ambiente sempre caldo e umido del pannolino, possono favorire l’insorgenza di infezioni. Per abbassare la carica batterica e aumentare l’alcalinità della zona genitale, è possibile fare lavaggi con acqua e bicarbonato. 

Anche se è un po’ macchinoso e i primi tempi può sembrare avventato, è il caso di lavare la piccola sotto il getto dell’acqua corrente per ripulire via tutte le tracce di impurità, dall’alto verso il basso. Per farlo si mette la schiena della piccola sul braccio e con una mano si afferra una coscia, l’altra gamba si tiene stretta con l’altra. Niente panico, si può fare.

Per i maschietti è più semplice la faccenda. Non è necessario lavare dai genitali verso l’ano, si può semplicemente poggiare il pancino del piccolo sul braccio e sciacquare il culetto con l’altra mano.

 

 

Crema sempre o solo all’occorrenza?

Le creme lenitive possono essere un grosso rischio se non usate correttamente. Il problema è che aumentano l’umidità complessiva di un ambiente di per sé già parecchio appiccicoso.

Germi e batteri proliferano dove l’umidità ristagna e le temperature sono costantemente alte. La descrizione perfetta del microclima che si crea all’interno di un qualsiasi pannolino, dove il piccolo non per forza è sporco ma anche solo un po’ sudato.

Aggiungere una crema che non si assorbe del tutto o che si scioglie di nuovo una volta inumidita produce l’effetto contrario di accrescere l’arrossamento e l’infiammazione. Meglio usarne molto poca, oppure usare qualcosa che asciughi, come la polvere di argilla verde ventilata che ha un leggero effetto antisettico, è igroscopica, quindi assorbe l’umidità ed è lenitiva. 

 

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 voti, media: 5.00 su 5)
Loading...