10 cose da fare quando il bambino ha la febbre

Ultimo aggiornamento: 12.09.19

 

La prima febbre è un evento destabilizzante, ma presto si comprende cosa fare e come rendere meno fastidioso questo processo fisiologico di autodifesa

 

Quando un neogenitore si trova a dover fronteggiare la prima febbre del proprio bambino, il rischio di sentirsi confusi e in balia del caso è più alto di quanto si pensi.

Specie se non si hanno le idee chiare è facile trovarsi bombardati da consigli di pseudo-esperti che si sentono investiti del ruolo di tuttologi e che, invece, non fanno che mandare nel pallone i poveri genitori.

La prima regola è trovare un pediatra di cui fidarsi ciecamente, seguire i suoi consigli e andare a braccio nelle situazioni più contingenti.

 

  1. La febbre non è una malattia da sconfiggere

Il mantra da ripetere e ripetere è che “la febbre è un bene”. È la sana risposta del sistema immunitario. Per questo va onorata e rispettata in quanto segnale che tutto funziona a meraviglia e che presto virus e batteri saranno debellati dall’organismo stesso .

Intervenire con antipiretici al primo segnale di innalzamento della temperatura non è un bene per la salute del piccolo. Anzi, prima di tutto è bene osservare le condizioni del bambino e desistere dalla tentazione di intervenire se appare vispo e sereno.

 

 

  1. Le medicine solo se necessarie

Le raccomandazioni accolte dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale fanno riferimento esclusivo a due farmaci compatibili con lo scopo. Per far abbassare la temperatura troppo alta si usano paracetamolo, che ha azione analgesica e antipiretica, e l’ibuprofene che in più ha anche azione antinfiammatoria.

Quindi questi sono i farmaci per contenere l’innalzamento eccessivo della temperatura, oltre i 39°, e per attenuare un eventuale stato di malessere che può accompagnare l’influenza.

 

  1. Non associare paracetamolo e ibuprofene

Le linee guida sono state redatte confrontando i recenti studi in lingua inglese e italiana riguardo le modalità di intervento per sedare la febbre. Le ricerche dimostrano che è provato un effetto positivo della combinazione di entrambi gli antipiretici, ma solo in casi estremi.

Cioè solo quando la febbre non si abbassa è consentito associare le due terapie alternando i due principi attivi.

Ma è bene considerare che questo è un caso limite e che il suggerimento finale contenuto nel documento di aggiornamento delle linee guida lo sconsiglia fortemente.

Il rischio di sovraccaricare il fegato con un sovradosaggio dei farmaci è di certo più alto dell’eventuale beneficio che porterebbe questa particolare terapia.

 

  1. Come misurare la febbre

Non è facile misurare la febbre, per farlo è importante disporre della giusta strumentazione. Il termometro digitale (ecco i migliori modelli) o la più classica versione di vetro sono perfetti per misurare la temperatura dell’ascella. È maggiore la probabilità statistica di effettuare una corretta valutazione rispetto all’uso di altri sistemi di rilevamento o altri posti del corpo.

Tenere fermo il piccolo in questa posizione è facile, basta prenderlo in braccio e stringerlo con fermezza abbracciandolo.

 

  1. E come meglio non farlo

La misurazione rettale o dentro la bocca rappresenta un rischio che è bene non correre. Se il piccolo dovesse muoversi di scatto rischierebbe di rompere il sondino e di ferirsi.

Anche i dispositivi di nuova generazione come le striscette a cristalli liquidi o con puntatore a infrarossi possono riservare deludenti brutte sorprese.

 

  1. Vecchie pratiche da abbandonare

Un tempo si usavano metodi meccanici per far abbassare la temperatura del corpo, come per esempio le spugnature con alcol puro. Questa pratica è fortemente sconsigliata per due ragioni: abbassa solo la temperatura superficiale del corpo e l’alcol disidrata in profondità la pelle particolarmente sensibile del bambino.

Anche l’immersione in acqua fredda è sconsigliata per via della superficialità della sua azione. Impacchi freddi sulla fronte possono dare sollievo al piccolo e allentare le tensioni dovute allo stato di malessere ma non sono da intendersi come una pratica costante della terapia.

 

  1. Meglio vestire leggeri

Quando i primi segnali di febbre si fanno evidenti si tende a coprire eccessivamente il piccolo anche quando dimostra di preferire l’aria fresca. In realtà è un male esagerare con le coperte e il vestiario. È bene lasciare che il corpo sudando disperda il calore in eccesso, se invece viene soffocato da strati di stoffe isolanti rischia di surriscaldarsi ulteriormente.

 

  1. Mangiare e bere in modo regolare

La febbre, anche quella causata da virus intestinali, non deve diventare un problema da risolvere a tavola. In questi giorni sarà normale notare una certa inappetenza dovuta allo stesso decorso della malattia. Caricare di tensione questi episodi potrebbe ripercuotersi nell’atteggiamento verso il cibo anche quando è stata superata la fase critica.

È bene proporre pasti leggeri ma frequenti e in particolare fare in modo che il piccolo si reidrati bevendo acqua a piccoli sorsi con buona frequenza. Il latte, della mamma o in formula, rappresenta un’ottima soluzione per i lattanti.

 

  1. Quando chiamare il pediatra

L’età del bebè è la variabile da considerare per determinare l’urgenza dell’intervento del medico. Quanto più è piccolo il bambino tanto prima si dovrà contattare il dottore.

Negli altri casi è bene rivolgersi al pediatra se il piccolo manifesta evidente malessere, o se la febbre non accenna a diminuire trascorsi tre giorni di decorso. Segnali d’allerta che richiedono intervento tempestivo sono lo stato d’assenza, la difficoltà a respirare e le convulsioni, per quanto queste ultime siano frequenti e normali nei bambini sotto i 6 anni.

 

 

  1. Come dare le medicine

Una volta ricevuta la terapia, spesso, i genitori sono lasciati da soli a vedersela con il pupo che non vuole saperne di mettere in bocca quella robaccia.

In generale si raccomanda l’assunzione per bocca degli antipiretici, in questo caso è possibile scegliere tra le diverse soluzioni e i gusti disponibili per trovare quello che il piccolo preferisce. Dare la medicina con una siringa priva di ago è un buon sistema per bypassare le centrali del gusto che si trovano sulla lingua.

Alcuni farmaci sono disponibili in altri formati che possono essere d’aiuto al momento della somministrazione. Basta fare qualche prova, mostrarsi fermi e sereni e… sperare che la beva.

 

 

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